UMANE TRACCE

 

 

 

Prefazione storica 

a cura di Enzo Cortini e Gilda Zazzara

La presente ricerca storica è stata realizzata nel 2021, in occasione della mostra Umane Tracce presso Villa Loredan, Stra,  in collaborazione con il Comune di Stra (VE) e con il patrocinio di:
 

Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale

IVESER Istituto Veneziano per la la storia della Resistenza a Società Contemporanea -Dr.ssa G. Zazzara -

SI ringraziano inoltre per i contributi archivistici e fotografici gentilmente concessi:

Archivo Storico e Museo Peroni - Dr.ssa D.Brignone -

Archivio Fotografico Ente Zona Industriale di Porto Marghera

Un ringraziamento particolare va allo Youtuber Nicoladell'urbex.it per avere concesso la riproduzione delle sue immagini e del  filmato realizzato in occasione della demolizione della Malteria Adriatica

www.nicoladell'urbex.it

Addio Malteria Adriatica

 

Quella della Malteria Adriatica è la storia di una piccola fabbrica del settore alimentare incastonata tra i colossi chimici e meccanici di Porto Marghera. Una storia dimenticata di cui abbiamo provato a ricostruire le scansioni maggiori: l’origine, la fase produttiva, la lunga stagione dell’abbandono e infine la demolizione e la destinazione a nuovi usi. Questa parabola – dall’industria alla logistica, attraverso la metamorfosi in rovina industriale che Nicola Paccagnella ha raccontato con la sua fotografia – condensa quella dell’area più grande di cui la piccola Malteria è stata parte.

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Foto 1

Panoramica sul Canale industriale Ovest 1975

(courtesy Archivio fotografico Ente Zona Industriale di Porto Marghera) 

Le industrie a Porto Marghera 

 

Il via all’operazione Marghera avviene nell’estate del 1917, tre mesi prima della battaglia di Caporetto. Il 23 luglio viene firmata la Convenzione tra Stato, Comune di Venezia (sindaco Filippo Grimani) e Società del porto industriale (presieduta da Giuseppe Volpi). Dopo soli tre giorni l’istituzione del porto industriale di Marghera, con annesso quartiere urbano, è sancita da un decreto legge. Il binomio porto-industria, già sperimentato nello sviluppo della siderurgia, attirava tutte quelle industrie che utilizzavano materie prime di peso e volume considerevoli: ferro, carbone, minerali metallici, ma anche mangimi, cereali, farine.

Oltre a questo vantaggio, Porto Marghera offriva alle aziende energia a basso costo, infrastrutture ferroviarie e canali interni, illimitata disponibilità di acqua e manodopera di origine contadina affamata di lavoro.

Chimica, metallurgia e cantieristica divennero i settori principali, ma accanto ad essi si svilupparono anche lavorazioni tessili e alimentari. Le industrie del settore alimentare si localizzarono sul Canale Ovest: nel 1926 la Riseria Italiana aprì uno stabilimento per la lavorazione del riso e l’anno seguente la Chiari e Forti avviò l’attività di macinazione e stoccaggio di grano. Nel 1937 anche la Malteria Adriatica avrebbe trovato spazio in quella stessa area.

 

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Foto 2

Panoramica sul Canale industriale Ovest 1950

(courtesy Archivio fotografico Ente Zona Industriale di Porto Marghera) 

L'industria maltaria

A partire dalla seconda metà del 1800, in Italia cominciarono a svilupparsi i primi interessi industriali per la produzione della birra. Dopo una fase in cui i cereali impiegati furono di molti tipi diversi, a seconda della consuetudine e del gusto dei fabbricanti, una legge di vigilanza sanitaria sugli alimenti (3 agosto 1890, n. 7045) stabilì che “nella fabbricazione della birra non [dovesse] essere adoperata altra materia prima che il malto d’orzo o di altri cereali, il luppolo e il lievito” (art. 142). Per la fornitura d’orzo e di luppolo, tuttavia, l’Italia era fortemente dipendente da importazioni estere.

Nel 1937 venne creata a Venezia la Società Anonima Malteria Adriatica, con un capitale sociale di 100.000 lire. Mario Forti, un imprenditore di origine carrarese con interessi nel settore del marmo, fu nominato amministratore delegato. L’anno seguente la Malteria Adriatica e le Malterie Atesine di Vilpiano (BZ) confluirono nella holding maltaria Società Anonima Produzione e Lavorazione Orzo (SAPLO). Il gruppo Birra Peroni, fondato a Vigevano nel lontano 1846 ma poi sviluppatosi principalmente a Roma, sarebbe diventato il principale azionista della Società.

Dalla fine degli anni ’50, la crescente domanda di birra spinse SAPLO a investire nella produzione nazionale di orzo. La coltivazione si concentrò tra basso Lazio, Marche, Umbria e Toscana. Nel 1964 venne aperta a Pomezia la Malteria Tirrena. Per alcuni anni SAPLO riuscì a coprire il fabbisogno delle tre malterie del gruppo (Atesina, Tirrena e Adriatica) con orzo interamente coltivato in Italia.

 

Foto 3

Atto costitutivo Società Anonima per la Produzione e Lavorazione dell'Orzo

(courtesy Archivio Storico  Museo Peroni)

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Atto costitutivo Società Anonima Malteria Adriatica

(courtesy Archivio Storico Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale)

La Malteria Adriatica di Porto Marghera

 

La Società Anonima Malteria Adriatica si insediò sulla Banchina dell’Azoto, in un’area di 12.000 metri quadri prospiciente il Canale industriale Ovest, sul lato opposto rispetto agli stabilimenti della Chiari e Forti e della Riseria Italiana.

L’edificio era realizzato in cemento armato, un materiale che dagli anni ’20 trovava largo impiego nelle opere pubbliche come ponti e viadotti, e nelle architetture industriali, grazie alla possibilità di grandi luci con spessori estremamente sottili. Assieme ai paraboloidi e alle torri di raffreddamento degli stabilimenti di fertilizzanti chimici, i silos delle industrie alimentari divennero un elemento caratterizzante del paesaggio di Porto Marghera. La Malteria Adriatica si distingueva inoltre per l’alto camino in rame e le scale esterne per i due camini in rame e le scale esterne del silo più alto.

Il processo produttivo consisteva nell’estrazione del malto nella maltazione dell’orzo attraverso processi di bagnatura, germinazione ed essicazione dei chicchi. Nel 1946 lo stabilimento fu ampliato con l’aggiunta di un reparto di produzione di farina di estratti di malto. La fabbrica funzionava a ciclo continuo, con un numero di addetti che per quasi tutta la sua storia sarebbe rimasto intorno alle 40-50 unità, tra operai e impiegati.

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Foto 5

Localizzazione della Malteria Adriatica a Porto Marghera. Grafiche Ferrari, Venezia 1924

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Foto 6

La Malteria Adriatica anno 1960 (courtesy Archivio Storico Museo Peroni)

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Foto 7

Una fattura nella fabbrica abbandonata

ph. Nicola Paccagnella

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Foto 8

La Malteria Adriatica anno 1980 (courtesy Archivio Storico  Museo Peroni)

Tra Chiusura e abbandono

 

Nonostante gli investimenti nella filiera agricola dell’orzo, SAPLO non riuscì a reggere la concorrenza estera nella produzione del malto. Prima le Malterie Atesine, nel 1986, e poi la Malteria Adriatica, nel 1991, furono chiuse. Gli investimenti nella Malteria Tirrena hanno invece permesso a questo stabilimento di continuare la produzione per il gruppo Peroni fino ad oggi.

Per protestare contro la chiusura, i lavoratori della Malteria Adriatica occuparono la fabbrica per alcuni mesi, ma l’azienda non tornò sui suoi passi e per tutti loro si aprì la strada della mobilità e della ricerca di una nuova occupazione.   

Per quasi trent’anni la Malteria Adriatica è rimasta in stato di abbandono, diventando un’icona della lunga deindustrializzazione di Porto Marghera. Se la sua storia produttiva e i suoi lavoratori sono stati completamente dimenticati, negli anni più recenti archeologi industriali, studenti di architettura ed esploratori urbani ne hanno documentato l’irreversibile decadenza fisica e assieme la nuova vita postindustriale. Le sue strutture in rovina hanno dato rifugio a soggetti marginali e lavoratori irregolari di molte nazionalità, e hanno tenuto compagnia ai pescatori amatoriali che si incontrano quotidianamente sulle sponde del canale.

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Foto 9

Piazzale di carico - scarico orzo. ph. Nicola Paccagnella

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Foto 10

Foto di gruppo dei lavoratori della Malteria Adriatica. Anni '70 (courtesy Dino Scaggiante)

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Foto 11

Magazzino di stoccaggio dei sacchi di malto. ph. Nicola Paccagnella

La demolizione

Alla fine del 2018 un'operazione di polizia ha allontanato gli ultimi "abitanti" abusivi della fabbrica. Venice Newport Container and Logistic, la società controllata dall'Autorità Portuale proprietaria dell'area, ha affidato alla società Planum di Mestre il progetto di demolizione e riqualificazione sulla base della legge regionale per la riduzione del consumo di suolo, la rinaturalizzazione e la rigenerazione di superfici di urbanizzazione consolidata " in condizioni di degrado edilizio, urbanistico e socio-economico, o in stato di abbandono (6 giugno 2017,n.14).

Il 9 febbraio 2019 sono iniziate le operazioni di demolizione e livellamento del sito. L'area è stata concessa in locazione per 80.000 euro annui alla società Fulltrans, una delle prime imprese di Porto Marghera a investire , sin dagli anni'80, nel settore container. La destinazione prevista è di parcheggio scambiatore.

Gli ultimi momenti della Malteria Adriatica sono stati filmati e pubblicati su YouTube da un attivista del movimento di urban exploration che ha gentilmente concesso di riprodurli.

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Foto 12

Planivolumetrico dello stato di fatto, studio della demolizione (courtesy Venice New Port Container & Logistics S.p.a.

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Demolizione della Malteria Adriatica 2019 (courtesy ph. Nicoladell'urbex.it)

Riferimenti

Sergio Barizza, Daniele Resini, Porto Marghera: il Novecento industriale a Venezia, Vianello, Treviso 2004.

Cesco Chinello, Porto Marghera 1902-1926. Alle origini del "problema di Venezia", prefazione di Silvio Lanaro, Marsilio, Venezia 1979 (nuova edizione Marsilio 2017) 

Francesco Paolo Sgarro, I porti mercantili e la teoria economica della localizzazione delle industrie, Giuffrè, Milano 1966

Guido Zucconi, La città dell'Ottocento, Laterza, Roma-Bari 2001

R.D. 3 agosto 1890, n.7045, Regolamento speciale per la vigilanza igienica sugli alimenti, sulle bevande e sugli oggetti di uso domestico

Daniela Brignone, Birra Peroni. 1846-1996, centocinquant'anni di birra nella vita italiana, Elects Milano 1995

Andrea Colli, Per una storia del settore birraio italiano. Dalle origini alle seconda guerra mondiale,

< Quaderni dell'Istituto di storia economica dell'Univerità Bocconi >, n.3,1995

Giovanni Giurati, Il Porto di Venezia aspetti e problemi della sua rinascita, Grafiche Ferrari, Venezia 1924

L.R. 6 Giugno 2017, n.14, Disposizioni per il contenimento di suolo e modifiche della legge regionale 23 aprile 2004, n.11 "Norme per il governo del territorio e in materia di paesaggio"