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LIFE

 

 

1941. La “Kriegsmarine” (marina da guerra tedesca) viene incaricata di istituire un blocco navale intorno alle isole britanniche basandosi sull’appoggio di sottomarini. Forti dell’armistizio siglato con la Francia nel 1940, i Tedeschi decidono di costruire le basi d’attacco sfruttando i porti francesi nel Golfo di Guascogna. A Saint-Nazaire, alla foce della Loira, nel giro di quattro mesi viene costruito tra la città e il mare un immenso bunker di cemento armato lungo 300 metri, profondo 130  e alto 18.

 

1942, 28 marzo – Operazione Chariot. La marina britannica affida al cacciatorpediniere inglese Campbeltown una missione senza ritorno: lanciarsi contro le chiuse del bacino di Saint Nazaire ed esplodere. L’azione non riesce completamente e i danni alle istallazioni naziste sono quasi nulli.

Le vittime per gli inglesi ammontano a 994; le perdite di parte tedesca sono di 440 uomini, morti quasi tutti a seguito dell’esplosione del Campbeltown; circa 300 operai francesi muoiono sotto il fuoco tedesco, aperto a seguito di esplosioni, scambiate per rivolta o sabotaggio.

 

2013. Saint-Nazaire è stata completamente ricostruita e vive grazie al suo porto e i suoi cantieri navali. L’enorme struttura della base dei sottomarini è rimasta tale e quale, con il suo peso, la sua storia, i suoi ricordi, ma da luogo di guerra, di morte e di odio è diventata luogo di cultura, di divertimento e di svago aperta alla città e ai visitatori.

 

 

Foto: Saint-Nazaire, Francia. Giugno 2012

© 2018 by NICOLA PACCAGNELLA